La nostra ricerca sull'ecosistema degli sviluppatori in Italia

Quello dello sviluppo web è un ecosistema in salute e in grado di offrire un ottimo potenziale di crescita. La figura dello sviluppatore è molto ricercata dalle aziende e la professione del developer ha mostrato di essere in grado di garantire interessanti prospettive di carriera.

Nel mese di aprile 2020 abbiamo iniziato a lavorare alla creazione di un sondaggio che ci ha permesso di scattare una vivida fotografia di quello che è l’attuale ecosistema degli sviluppatori web in Italia.

Abbiamo voluto indagare un ecosistema di professionisti a nostro parere poco conosciuto, ma che riveste un ruolo fondamentale nel tessuto economico del nostro Paese. Uno dei motivi che ci hanno spinto a voler sapere chi sono e come lavorano i developer italiani è stata quindi la volontà di conoscere in profondità tutte le sfaccettature di questa professione.
La nostra ricerca però non è stata solamente guidata dalla curiosità, ma è strettamente legata a ciò che facciamo in BitBoss: molti dei nostri progetti infatti prevedono il coinvolgimento di sviluppatori che lavorano da remoto, oltre che di quelli che lavorano all’interno della nostra azienda. Avere quindi un quadro ben definito relativo alle caratteristiche socio-demografiche, alle tecnologie utilizzate e alle prospettive di guadagno dei developer italiani è per noi di fondamentale importanza al fine di offrire sinergie e collaborazioni all'altezza delle aspettative e delle richieste di coloro che svolgono questo lavoro.
Così, a maggio, abbiamo ufficialmente lanciato la prima edizione dell'indagine The state of Development in Italy volta ad indagare, come suggerisce il titolo, lo stato dell’ecosistema degli sviluppatori in Italia. Al nostro appello hanno risposto più di 700 developer provenienti da tutto la penisola, in rappresentanza sia del mondo dei freelance che del mondo dei lavoratori dipendenti. I dati che abbiamo raccolto, in forma totalmente anonima, sono stati successivamente aggregati per dare vita ad uno scenario complessivo che ci ha permesso di gettare luce su questa figura professionale e dopo due mesi di indagine ecco cosa abbiamo scoperto.

Un ecosistema in salute

Ciò che è emerso dal sondaggio è un ecosistema estremamente in salute e in grado di offrire ai professionisti un ottimo potenziale di crescita. Anche limitandoci al solo territorio italiano, la figura dello sviluppatore si è rivelata essere molto ricercata dalle aziende e la professione del developer ha mostrato di essere in grado di garantire prospettive di carriera decisamente interessanti, sia a livello economico che di crescita all’interno delle realtà aziendali.

Anche in un contesto economico di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, il settore ha dimostrato di resistere bene, vedendo in molti casi una crescita delle richieste di sviluppatori nei periodi più recenti, sia come fonte di lavoro dipendente che come attività da freelance. 

Partendo dalla distribuzione geografica nelle diverse regioni italiane, dall’indagine è emerso come la figura del developer sia presente in maniera molto capillare in tutto il territorio italiano. Al nostro sondaggio infatti hanno risposto sviluppatori da tutte le regioni d’Italia, nessuna esclusa e, per quanto il nord-est si sia rivelata essere trainante in questo settore, la distribuzione degli sviluppatori è abbastanza amalgamata in tutto il Paese. Quella del developer, come è emerso dalla ricerca, è una professione che si adatta molto bene al lavoro da remoto. Ciò dimostra che con una formazione mirata e con una certa dose di intraprendenza, giovani e meno giovani in qualsiasi luogo d’Italia possono riuscire a collaborare proficuamente con imprese situate anche molto lontano dalla propria regione, favorendo lo sviluppo di tutti i territori italiani, da quelli economicamente attivi ai più economicamente depressi.

Remote working

Un aspetto fondamentale su cui si è focalizzata la nostra ricerca riguarda il rapporto di sviluppatori e aziende con il remote working e ci ricolleghiamo così al discorso aperto nel paragrafo precedente. Dal sondaggio è emerso, come già si poteva immaginare, quanto la professione dello sviluppatore si sposi perfettamente con il lavoro da remoto. Se ci pensiamo, tutto ciò di cui un bravo sviluppatore ha bisogno per lavorare sono una buona connessione e un pc funzionante.
Qualunque sia la regione in cui abita, un developer può facilmente lavorare per committenti che risiedono anche molto lontano da lui, in Italia e all estero. Giusto per dare due dati, senza spoilerare nulla a chi vorrà vedere il sondaggio, quasi l’80% dei freelance che hanno risposto alle nostre domande afferma di lavorare regolarmente e con successo da casa propria. Inoltre più del 70% del nostro campione afferma di lavorare per clienti che risiedono in territori diversi da quello in cui abitano, siano essi in Italia o all’estero. Questi dati, se uniti ad una fotografia che mostra un ecosistema così in salute, dimostrano quanto le modalità di lavoro flessibile e intelligente non costituiscano un freno, anzi potrebbero invece rappresentare un fattore che contribuisce positivamente alla crescita del settore.

Sicuramente questo è vero per quanto riguarda i lavoratori freelance, ma che dire degli sviluppatori dipendenti?
Dalla nostra indagine è emerso quanto la cultura del lavoro da remoto si stia lentamente insinuando anche all’interno delle aziende, che si stanno aprendo alla flessibilità di luogo e di orario di lavoro per i loro dipendenti. Quasi il 90% dei lavoratori dipendenti che hanno risposto alle nostre domande infatti ha affermato di aver lavorato almeno una volta da remoto e di questi, il 52,9% afferma di farlo regolarmente. Ciò significa che sono tante le aziende intraprendenti che già adesso stanno sperimentando con successo nuove modalità di lavoro e di gestione del lavoro dei propri dipendenti.

Opportunità di carriera

Il terzo aspetto rilevante riguarda le opportunità di crescita riservate a chi decide di intraprendere una carriera da sviluppatore.
Sono due gli aspetti da valutare: il primo è la crescita a livello di compensi e il secondo è la crescita professionale all’interno dell’azienda. Uno sviluppatore, con l'aumentare della sua esperienza, può non solo vedersi aumentare il proprio stipendio, ma con tutta probabilità passerà a svolgere negli anni lavori sempre più di alto livello e non più prettamente esecutivi. Potrebbe assumere un ruolo da supervisore per altri sviluppatori o ricoprire una posizione da project manager tecnico. Sia che scelga una carriera in proprio, sia che decida di entrare in azienda come dipendente, l'esperienza acquisita negli anni paga, garantendo un aumento dei compensi e un avanzamento di carriera notevoli.

Gli anni di esperienza conferiscono un vero valore e un bagaglio di know how difficile da ottenere diversamente. La sola formazione accademica in questo lavoro non può essere paragonata all’esperienza acquisita sul campo e un altro punto a favore è dato proprio dal fatto che per intraprendere questo lavoro, soprattutto da freelance, non è necessario ottenere molti titoli accademici, quanto invece è più importante avere una solida base di conoscenze tecniche. Così dal nostro sondaggio è emerso come la maggioranza dei nostri intervistati fossero in possesso di titoli tecnici acquisiti nel tempo dai continui aggiornamenti, solo una piccola parte di intervistati era in possesso di una laurea coerente con il proprio ambito lavorativo.

L'effetto del lockdown sul lavoro dello sviluppatore

Prendendo in considerazione la parte del campione analizzato costituita da coloro che si sono definiti freelance, è emerso un dato piuttosto curioso: a quanto pare la recente emergenza covid e il conseguente lockdown hanno influito sulla mole di lavoro dei developer freelance, ma per la maggior parte i cambiamenti sono avvenuti in positivo.
A differenza di quanto accaduto per altre professioni, le misure per il contenimento del contagio hanno provocato un incremento in termini di volume delle richieste di collaborazione fatte a coloro che svolgono la professione di sviluppatore in proprio. Una parte cospicua del campione intervistato dichiara pertanto di aver registrato un aumento di lavoro. Solo una piccola parte ha ammesso di aver subito una flessione negativa durante i mesi di lockdown. E' probabile che questo fenomeno sia stato causato dalla spinta alla digitalizzazione attuata dalle imprese che hanno visto mutare le abitudini di consumo dei propri clienti.

Ciò che sicuramente emerge dai dati, è che l’ecosistema degli sviluppatori indipendenti dimostra di essere in salute, di avere grandi potenzialità e di essere stato in grado di crescere nonostante il difficile contesto economico.

Conclusioni

Riteniamo che quella del developer sia una professione che riveste un ruolo fondamentale nel tessuto economico del nostro Paese. Crediamo nelle grandi opportunità che offre questo lavoro, permettendo a chiunque sia dotato di voglia e capacità, di apprendere in fretta e di potersi distinguere dalla massa. Quella del developer è una professione che resta spesso in ombra, ma che nel mondo odierno, così caratterizzato dalla forte presenza del digitale, acquista un’importanza fondamentale perché il suo lavoro contribuisce inevitabilmente a plasmare la vita di tutti.

In sintesi, il mestiere dello sviluppatore offre ad oggi tante opportunità lavorative e la possibilità di appropriarsi di una libertà e di un’autonomia che poche professioni riescono a regalare. Un pc e una buona connessione possono permettere a un developer di lavorare ovunque, indipendentemente dal Paese o dalla regione in cui si trova e il nostro campione, per quanto ridotto rispetto allo scenario nazionale è dimostrazione del fatto che questa flessibilità è particolarmente apprezzata. Il mondo sta andando nella direzione del lavoro intelligente e flessibile e il mondo della programmazione è un chiaro esempio di quanto questo modello possa funzionare.

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