Costruiamo prodotti digitali in partnership con chi porta qualcosa che noi non abbiamo.
Conoscenza profonda di un mercato, accesso ai clienti, distribuzione, dati, relazioni, esperienza verticale.
Quando questi asset si combinano con la nostra capacità di prodotto e sviluppo e creano più valore per entrambe le parti, possiamo entrare nel progetto come partner.
Succede su pochi progetti, perché una partnership aggiunge complessità e ha senso soltanto quando quella complessità produce un vantaggio reale.
Perché fare un prodotto insieme
Ci sono progetti in cui essere cliente e fornitore è la soluzione migliore. Il cliente sa cosa vuole ottenere, BitBoss porta le competenze per costruirlo e la relazione può rimanere semplice.
In altri casi le due parti possiedono pezzi diversi dello stesso vantaggio. Da una parte possono esserci anni di esperienza in un settore, accesso ai clienti, distribuzione, dati o relazioni difficili da ricostruire dall'esterno. Dall'altra ci sono capacità di prodotto, software e la possibilità di trasformare quella conoscenza in qualcosa che possa essere provato e fatto evolvere.
In questi casi stare dalla stessa parte del progetto può cambiare anche la qualità delle decisioni: entrambe le parti hanno interesse a capire cosa vale davvero la pena costruire, quanto investire e quando cambiare direzione.
Condividere una parte del rischio e del risultato può essere una conseguenza naturale di questa relazione.
Condividere il rischio ha senso solo se condividere il progetto crea prima di tutto più valore.
Se l'unico problema da risolvere è il budget necessario per sviluppare il software, probabilmente esiste una forma di collaborazione più semplice.
Cosa deve esserci dall'altra parte
Cerchiamo persone e aziende che possiedano già un pezzo importante del vantaggio necessario perché il prodotto abbia una possibilità reale.
Conoscenza del mercato
Esperienza diretta del settore, dei processi, delle persone che comprano o usano il prodotto e dei problemi che dall'esterno sarebbe difficile vedere.
Accesso ai clienti
Relazioni commerciali, distribuzione, una community, una base clienti o altri canali che permettono di arrivare alle persone per cui stiamo costruendo.
Asset difficili da replicare
Dati, processi, competenze verticali, relazioni, proprietà intellettuale o altre risorse che danno al progetto un vantaggio concreto.
Partecipazione imprenditoriale
La conoscenza del mercato serve durante tutto il progetto. Ci interessa lavorare con persone disponibili a stare dentro alle decisioni, osservare quello che succede e cambiare idea quando quello che impariamo lo richiede.
Anche il capitale può essere uno dei contributi. Oggi però, in molti progetti, arrivare a una prima versione richiede molto meno capitale di qualche anno fa. Per questo guardiamo soprattutto a ciò che rimane difficile da comprare: esperienza, accesso, conoscenza e capacità di portare il prodotto nel mondo reale.
Cosa mettiamo sul tavolo noi
BitBoss porta persone abituate a lavorare tra business, prodotto, esperienza utente e tecnologia.
Partiamo dalla conoscenza che arriva dal partner e cerchiamo di trasformarla velocemente in qualcosa che possa essere provato. Costruiamo quando costruire ci dà informazioni migliori. Riduciamo il perimetro quando stiamo investendo troppo presto. Mettiamo in discussione una funzione quando non sembra produrre abbastanza valore.
Questo è anche il motivo per cui ci interessa entrare nelle decisioni sul prodotto, e non soltanto ricevere una lista di cose da sviluppare.
Costruiamo prodotti per clienti, con partner e per noi stessi. In tutti e tre i casi il lavoro finisce per fare la stessa domanda: quello che stiamo costruendo merita davvero il tempo e le risorse che gli stiamo dando?
Nel Lab mettiamo quindi sul tavolo capacità di costruire, ma anche giudizio di prodotto e disponibilità a condividere la responsabilità delle scelte.
Oggi arrivare alla prima versione costa molto meno
Quando avevamo iniziato a ragionare sul BitBoss Lab, arrivare alla prima versione di un prodotto software richiedeva spesso un investimento importante. Una parte consistente della discussione iniziale riguardava quindi anche chi avrebbe messo il capitale necessario per costruirla.
L'AI ha cambiato parecchio questa parte del problema. Produzione di codice, prime interfacce, analisi e molte attività ripetitive richiedono oggi molto meno tempo.
Nei progetti adatti possiamo partire con una squadra più leggera e arrivare prima a qualcosa che utenti o clienti possano davvero usare.
Questo permette di rimandare alcune decisioni a quando abbiamo informazioni migliori. Invece di provare a immaginare tutto sulla carta, possiamo capire prima se qualcuno usa il prodotto, se il problema è abbastanza importante e se esiste davvero qualcosa che merita di crescere.
Per questo oggi il capitale iniziale pesa relativamente meno e diventano ancora più importanti il mercato, l'accesso ai clienti e la qualità delle decisioni.
Che progetti ci interessano
Non abbiamo una categoria obbligatoria e non cerchiamo soltanto startup.
Ci piacciono soprattutto i prodotti che possiamo mettere alla prova presto: costruire una prima versione, portarla davanti a utenti o clienti reali e osservare se sta risolvendo un problema abbastanza importante.
Può essere un prodotto verticale costruito intorno a un'esperienza che il partner possiede già. Un software che cambia un processo in un settore specifico. Un servizio che diventa possibile perché una parte conosce bene il mercato e l'altra riesce a trasformare quella conoscenza in prodotto.
Facciamo più fatica invece a essere utili quando prima di poter ottenere qualsiasi segnale servono enormi economie di scala, fortissimi effetti network o quantità di capitale molto grandi.
Preferiamo poter costruire qualcosa, metterlo nel mondo e decidere il passo successivo sulla base di ciò che succede davvero.
Mettiamo le aspettative sul tavolo con il BitBoss Game
Una partnership può sembrare perfettamente allineata finché si parla del prodotto in astratto.
Le differenze vere iniziano a comparire quando ciascuno deve dire cosa pensa di mettere sul tavolo e quale parte del risultato ritiene coerente con quel contributo.
Può succedere, per esempio, che una parte consideri l'idea il contributo principale e immagini di mantenere quasi tutto il progetto, mentre l'altra pensa di dover costruire il prodotto, seguirne l'evoluzione e assumersi una parte importante del rischio.
Nessuna riunione generica sull'"allineamento" farà sparire quella distanza. Meglio renderla visibile subito.
Per questo abbiamo inventato il BitBoss Game.
1. Cosa mettiamo sul tavolo
Fingiamo per un momento di essere dal notaio.
Ognuna delle due parti scrive su un cartoncino giallo ciò che pensa di conferire al progetto: lavoro, conoscenza del mercato, relazioni, distribuzione, dati, capitale, competenze, tempo o qualsiasi altro contributo ritenga importante.
Si possono aggiungere condizioni: "Io faccio questo se l'altra parte…", oppure aspettative sul contributo dell'altra parte che spiegano perché stiamo proponendo proprio quel conferimento.
2. Vediamo le carte
Scopriamo i cartoncini.
Dopo aver visto cosa pensa di mettere sul tavolo l'altra parte, entrambe possono modificare il proprio contributo.
3. Visto quello che c'è sul tavolo, per che quote?
Ognuna delle due parti scrive su un cartoncino rosso quale percentuale del progetto, o comunque del suo successo economico, ritiene coerente con ciò che è stato messo sul tavolo.
4. Vediamo le carte di nuovo
Scopriamo anche i cartoncini rossi.
A questo punto si possono rivedere contributi e aspettative. Oppure possiamo scoprire che stavamo immaginando due partnership completamente diverse.
5. Dentro o fuori
Se esiste una base comune, possiamo iniziare a discutere sul serio i termini dell'accordo.
Se siamo troppo lontani, abbiamo evitato di scoprirlo dopo mesi di lavoro.
Se siamo molto lontani, meglio scoprirlo qui.
Il Game non produce le quote finali e non sostituisce la trattativa. Serve semplicemente a capire se vale la pena farla.
Se ci troviamo, bisogna fare sul serio
Una partnership crea molti più modi per litigare di un normale rapporto cliente-fornitore.
Prima o poi bisogna decidere chi fa cosa, quanto tempo mette ciascuna parte, come vengono prese le decisioni, come vengono divisi ricavi o quote, chi possiede cosa, cosa succede se una delle parti vuole uscire e come si cambia l'accordo quando il progetto prende una direzione diversa da quella immaginata.
La lista può diventare lunga: responsabilità, obiettivi, durata, modello economico, proprietà intellettuale, governance, pagamenti, riservatezza, condizioni di uscita e meccanismi di adeguamento.
Non cerchiamo di risolvere tutto durante il BitBoss Game. Sarebbe assurdo negoziare ogni dettaglio prima ancora di sapere se le aspettative di base sono compatibili.
Quando scopriamo che vale la pena andare avanti, però, queste questioni vanno affrontate davvero.
Meglio discuterle quando ci vogliamo ancora bene che scoprirle nel momento in cui qualcosa va storto.
Quando è meglio lavorare normalmente insieme
Se quello che ti serve è soprattutto un team che costruisca il tuo software, possiamo lavorare normalmente come cliente e fornitore attraverso lo sviluppo software su misura.
Se il progetto è abbastanza circoscritto da poter partire con una squadra molto piccola e una catena corta, può avere senso BitBoss AI.
Se invece vuoi portare dentro l'azienda una parte della capacità di far evolvere direttamente il software, c'è la Formazione all'autonomia sul software.
Il Lab entra in gioco quando entrambe le parti possiedono qualcosa di sostanziale, entrambe vogliono che quel prodotto esista e stare dalla stessa parte aumenta davvero il valore potenziale del progetto.
Hai un progetto per cui una partnership potrebbe creare più valore?
Raccontaci il problema, il mercato che conosci e soprattutto cosa pensi di poter mettere sul tavolo.
Non serve arrivare con un business plan perfetto. Ci interessa capire se quello che porti tu e quello che possiamo portare noi formano una combinazione abbastanza forte da meritare una conversazione.