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Il vero scopo del PreNup

Dal nostro approccio possono nascere delle ragionevoli perplessità da parte del cliente.

Senza il vincolo delle funzionalità scritte in un contratto, come puoi essere sicuro di ricevere alla fine quello che desideri?
Come puoi valutare la produttività e l’output di un mese di lavoro di un team?

È anche per questo che abbiamo definito una serie di regole e procedure per far sì che tu possa governare il processo di sviluppo, avere costante percezione degli avanzamenti e la possibilità di applicare i giusti correttivi. Altre regole invece hanno lo scopo di far sì che gli ingranaggi dei processi di sviluppo lavorino in maniera fluida e senza frizioni.

Molte delle regole e degli obblighi contenuti in questo PreNup potrebbero sembrare semplicemente clausole a tutela di una o dell’altra parte, ma non è così.

Le regole hanno lo scopo di creare un sistema di incentivi che spinga entrambe le parti a collaborare in maniera sinergica, abbandonando le logiche conflittuali tipiche del rapporto cliente-fornitore e massimizzando l’efficienza del team di lavoro.

La clausola freno di emergenza ad esempio, è pensata per spingere noi ad agire al meglio, consapevoli del fatto che un rendimento non all’altezza potrebbe comportare l’interruzione di una collaborazione per la quale abbiamo sostenuto investimenti e allocato risorse. Solo in seconda battuta è uno strumento a tutela del cliente.

L’obbligo per il cliente di muovere contestazioni entro un tempo stabilito non serve semplicemente a tutelare noi da contestazioni tardive, ma ha lo scopo primario di spingere il cliente ad essere partecipe e presente in maniera costante durante tutto il periodo di sviluppo e serve ad evitare un risveglio tardivo da parte sua. Si tratta di una situazione alla quale abbiamo assistito molte volte in passato e che riteniamo estremamente dannosa per l’economia del progetto e per il rapporto tra le parti.

Andiamo a vedere i punti uno per uno.