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Tempi, costi e impegni
Deve essere chiaro l'impegno che stiamo assumendo adesso, senza trasformare le ipotesi sul futuro in certezze artificiali.
"Quando è pronto" e "quanto costa" sono le domande giuste. La risposta sbagliata è quella che suona più rassicurante di quanto sia.
Sui tempi conviene tenere separate cose che spesso vengono confuse. Una data vincolante è un vincolo esterno vero: una fiera, una scadenza normativa, un lancio già comunicato. Un obiettivo è una data che vogliamo rispettare e verso cui lavoriamo. Una stima è la nostra migliore ipotesi con le informazioni di oggi. Una finestra è un intervallo, non un giorno. E poi ci sono le dipendenze: le cose che aspettiamo da altri, incluso il cliente. Chiamare "data" tutte e cinque è il modo più rapido per litigare più avanti.
Sui costi vale la stessa distinzione fra un importo definito, un budget entro cui stare, una capacità che mettiamo a disposizione e una stima. Sono impegni diversi e vanno detti per quello che sono.
Quando arriva un cambiamento significativo, il suo effetto deve diventare visibile subito e su quattro fronti: tempo, costo, obiettivo e priorità. Un cambiamento che non sposta niente di tutto questo, di solito, è un cambiamento che qualcuno pagherà più avanti senza saperlo.
Gli importi, le scadenze e le modalità di pagamento cambiano con la forma del progetto e stanno nel contratto specifico. Qui vale il principio: si dichiara l'impegno che ci si sta prendendo adesso, e lo si distingue da quello che al momento è solo un'ipotesi.