Lo stato di digitalizzazione delle imprese italiane

Ad inizio novembre 2020 abbiamo lanciato la nostra indagine per capire qual è Il rapporto delle micro e piccole imprese italiane con la tecnologia e il mondo digitale. L’indagine è stata rivolta a 208 piccoli imprenditori italiani e sono state raccolte informazioni sul rapporto tra le imprese e l’innovazione e sul livello di cultura digitale degli imprenditori.

Nel mese di novembre 2020 abbiamo lanciato un'indagine per capire qual’è il rapporto delle piccole e delle micro imprese italiane con l’innovazione e con il mondo digitale. All’indagine ha partecipato un campione di imprenditori proprietari di piccole aziende operanti in diversi settori e con differenti modelli di business, in seguito i dati sono stati raccolti, aggregati e resi pubblici in forma totalmente anonima. Questa ricerca ci ha aiutato a delineare un quadro generale della situazione italiana riguardo alla digitalizzazione delle imprese.

Ma perché abbiamo dato il via a questa ricerca? Riteniamo che il tessuto economico italiano sia sorretto dalle tante piccole realtà imprenditoriali che lo popolano e che la vera innovazione si possa e si debba fare anche lì e non solo all’interno delle grandi aziende. Siamo convinti che le piccole imprese vadano valorizzate e prese in considerazione perché rappresentano la grande maggioranza del tessuto economico del nostro Paese. Il motivo per cui abbiamo intrapreso questa indagine però non è puramente accademico, ma è strettamente legato a ciò che facciamo in BitBoss, ovvero accompagnare le aziende nel mondo dell’innovazione fornendo loro gli strumenti giusti per sfruttare le potenzialità offerte dal mondo digitale e ottenere un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Avere quindi un quadro, seppur generale, della situazione delle aziende e del loro rapporto con la tecnologia è per noi di fondamentale importanza al fine di guidarle nel loro percorso di digitalizzazione.

Lo scenario che è emerso dalla ricerca raccoglie solo una piccola porzione di quello che è l’ecosistema delle imprese italiane, può però rappresentare un campione interessante e in linea con lo scenario più ampio indagato già da numerose ricerche condotte prima di questa. Attraverso questa indagine abbiamo voluto fare luce su alcuni aspetti particolari che riguardano la digitalizzazione delle imprese, in particolare le aree aziendali più interessate dal processo di innovazione e di conseguenza in settori in cui sono concentrati i maggiori investimenti. Abbiamo anche messo un focus su quella che è la cultura digitale delle imprese in Italia, ovvero quanto le aziende sono consapevoli della necessità di innovare e soprattutto se le aziende dispongono di competenze interne e di figure specializzate in grado di accompagnarle verso una maggiore digitalizzazione. Al nostro appello hanno risposto 208 imprenditori che ci hanno spiegato quale fosse il loro rapporto con la tecnologia e se e come intendessero sfruttarla per far crescere la propria azienda. Una parte della ricerca si è poi concentrata sulla situazione attuale e sulla crisi che si è generata dall’emergenza covid-19. Gli intervistati hanno messo in luce come questa situazione difficile potrebbe in realtà rappresentare uno stimolo all’innovazione digitale.

Digitalizzazione delle imprese: i processi aziendali

Il processo di digitalizzazione delle imprese è un fenomeno molto complesso e articolato e sicuramente può essere indagato sotto diversi punti di vista. Noi abbiamo voluto fare luce su quelli che sono i processi aziendali mediamente più digitalizzati per cercare di capire se alcune aree nello specifico godono di un maggior apporto di investimenti rispetto ad altre. In particolare è emerso come le aree correlate al marketing, e più nello specifico la ricerca di nuovi clienti siano soggette ad investimenti maggiori per quanto riguarda l'innovazione.

Circa il 77% degli imprenditori intervistati ha dichiarato di aver almeno una volta utilizzato il web per cercare nuovi clienti inoltre, riguardo alle aree tecnologiche più interessate dall’innovazione, la fetta più grande degli intervistati (43%) ha affermato di aver innovato maggiormente in marketing e pubblicità negli ultimi 3 anni. Di contro, solo il 10% ha dichiarato di aver investito in ricerca e sviluppo. Il 10% è anche la percentuale di imprese che negli ultimi 3 anni hanno investito nella ricerca e nell’assunzione di personale specializzato. Il primo punto interessante emerso della nostra ricerca è stato proprio capire come il marketing online rappresenti una delle aree mediamente più supportate da strumenti digitali, adottati anche da quelle realtà che non vedono nell’online il proprio core business e da aziende che non concludono effettivamente vendite online.

Si può dedurre quindi come le aziende, almeno quelle del campione da noi intervistato, vedano nel web un forte alleato per la ricerca di clienti e come siano anche disposte a fare uso di strumenti digitali per strutturare campagne di marketing online o per la vendita diretta sul web (il 35% anche attraverso piattaforme proprietarie). Ciò che è anche emerso però, e da questi dati si evince il confronto, è che lo stesso capitale non viene invece investito per la digitalizzazione dei processi interni delle imprese. Se è vero infatti che quasi 8 aziende su 10 sfruttano il digitale per cercare clienti online, è vero anche che meno di un’impresa su due investe sulla digitalizzazione dei propri processi interni come la gestione del personale o dei clienti. Questo fenomeno si potrebbe forse spiegare in due modi: il primo riguarda il fatto che le imprese vedano una grande opportunità negli strumenti di marketing online, capaci di accrescere di molto la lista di potenziali clienti, mentre il secondo potrebbe riguardare l'accessibilità alle tecnologie.

La facilità con cui possono essere utilizzati gli strumenti di marketing online per trovare nuovi clienti e la loro facile disponibilità porta le aziende ad avvicinarsi a questi strumenti anche grazie all'investimento tutto sommato contenuto che essi richiedono. In quest'ottica anche le realtà più piccole accettano di investire budget e tempo,(relativamente alle proprie possibilità) nella ricerca di clienti attraverso campagne di marketing online. Il secondo motivo che potrebbe spiegare questo divario è direttamente collegato proprio alla semplicità e rapidità con cui le diverse tecnologie possono essere comprese e utilizzate. Il web mette a disposizione strumenti di marketing accessibili a tutti e apparentemente utilizzabili anche da chi non è particolarmente esperto del settore. Al contrario la digitalizzazione de processi interni di un’azienda, come l'adozione o la realizzazione di un software gestionale complesso o di un CRM, rappresenta un lavoro più lungo e difficilmente applicabile da quelle aziende che mancano di competenze interne specializzate. Per questo motivo forse, le imprese, soprattutto quelle con risorse limitate, tendono ad evitare queste opportunità.

La mancanza di competenze interne altamente specializzate come programmatori e sviluppatori in effetti è risultato essere un punto dolente delle micro e piccole imprese intervistate. Come già sottolineato infatti, pochissime aziende tra il nostro campione hanno dichiarato di investire denaro nell’assunzione di figure interne specializzate, ma non solo, sono poco frequenti anche gli investimenti in formazione del personale già inserito in azienda (il 60% degli imprenditori intervistati ha ammesso di investire meno del 10% del fatturato annuo in formazione in ambito digitale, mentre il 20% addirittura non ha la percezione di quanto investe annualmente in questo ambito). È probabile che innovare i processi interni dell’impresa richieda uno sforzo maggiore piuttosto che sfruttare i canali online per cercare nuovi clienti e le competenze in questo settore sono difficili da reperire o troppo costose. Il 33,3% delle imprese intervistate ha ammesso di non avere sviluppatori interni che possano gestire un processo di digitalizzazione e così, mentre il 56,7% è costretta a trovare fornitori esterni, tutti gli altri rimangono senza competenze. La digitalizzazione delle imprese quindi, verte più che altro sulle aree del marketing online.

Sviluppare una cultura digitale per superare la crisi

In contrapposizione allo scenario appena descritto, bisogna ammettere che gli imprenditori si sono dimostrati consapevoli dell’importanza di innovare ad ogni livello. L’85% del campione intervistato ha infatti dimostrato di essere convinto del fatto che l’innovazione e la digitalizzazione delle loro aziende e in particolare dei processi possa, almeno in parte, fornire un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Vantaggi che sono conferiti da una maggiore velocità di esecuzione, condivisione delle informazioni e automazione delle procedure.

Questo però apre un secondo argomento: se c’è tale consapevolezza allora perché è così difficile portare l’azienda in quella direzione? Il secondo obiettivo della nostra ricerca è stato proprio quello di provare a capire quanto fosse percepita dagli imprenditori la necessità di digitalizzare processi e aree aziendali e quanto questa consapevolezza sia poi effettivamente applicata nel concreto, anche a fronte delle competenze e delle figure specializzate interne all’azienda. In realtà, dal campione da noi intervistato è emerso un ecosistema estremamente consapevole dell’importanza di innovare e di quanto possa essere utile avvalersi di strumenti digitali. Le imprese, almeno a livello teorico, ritengono fondamentale l’innovazione digitale per la crescita di un business: il 31,7% degli intervistati ha affermato di ritenere fondamentale l’innovazione digitale nelle scelte strategiche e di investimento della propria azienda. Solo il 6,7% ha ammesso di non prendere in considerazione questo aspetto nelle proprie scelte di investimento. Eppure, come già accennato in precedenza, molte aziende nella realtà non riescono a concretizzare questa necessità e investono molto poco in questo ambito, se non in alcune branche ben precise come il marketing o la vendita online.

Come abbiamo già affermato quasi un’impresa su due digitalizza i propri processi interni, ma la cosa interessante è che di queste, addirittura il 78,6% afferma che, almeno in parte, questa scelta sia guidata da una strategia più ampia. Di fatto seppure la realtà ci dice quanto le piccole imprese italiane soffrano di un certo grado di arretratezza digitale e siano  meno allineate nella maggior parte dei casi allo standard europeo e mondiale, esiste una certa consapevolezza dell'importanza di innovare che però, alla luce dei fatti fatica a diventare reale per mancanza di competenze tecniche e di una vera e propria cultura che permetta agli imprenditori di prendere decisioni consapevoli su quali scelte adottare. I numeri però dimostrano che le eccezioni ci sono e addirittura, sempre dal nostro campione, si evince che chi è riuscito ad abbattere lo scoglio iniziale di diffidenza e difficoltà sia riuscito a vederne e a capirne i benefici.

L'innovazione per superare le crisi

In ultimo, abbiamo domandato agli imprenditori quanto ritenessero che la situazione legata al covid-19 possa in realtà rivelarsi vettore di una spinta alla digitalizzazione delle imprese e quanto sia importante per un’azienda accrescere la propria cultura digitale per affrontare questo momento di crisi.

A riprova della consapevolezza degli imprenditori è emerso come questa crisi, dovuta alle continue restrizioni e alle situazioni di lockdown, si sia portata con sé una volontà (portata evidentemente dalla necessità) di istruirsi e di avvalersi di strumenti digitali. In particolare la maggior parte degli imprenditori intervistati si è detta dell’idea che la difficile situazione legata al covid-19 stia spingendo le imprese verso una maggiore cultura digitale e il 75% degli intervistati si dice convinta del fatto che questo meccanismo ormai innescato porterà un sempre maggiore avvicinamento al mondo digitale.

Ancora, una grossa percentuale degli intervistati ritiene fondamentale per le aziende lo sviluppo di una cultura digitale se vorranno in futuro rimanere competitive sul mercato.

Conclusioni

La fotografia che siamo riusciti a scattare è sicuramente di alto livello e richiederebbe approfondimenti su più fronti e un numero di intervistati maggiore. Ciò che emerge chiaramente però è l'immagine di un ecosistema consapevole della necessità di innovare e con una spinta alla digitalizzazione, almeno in teoria, abbastanza forte.

Ciò che manca, soprattutto nelle piccole realtà, è l’effettiva possibilità di mettere in pratica il salto innovativo che auspicano. Ciò che è difficile per le imprese è ottenere le competenze interne sufficienti a prendere scelte consapevoli anche solo per trovare partner tecnici di cui potersi fidare e crescere dal punto di vista tecnologico. Questa situazione di incertezza rischia di far perdere il focus su quelle aree meno scontate che, se digitalizzate, possono fornire un reale vantaggio competitivo.

Ciò che è stato riscontrato nel campione intervistato è una propensione nel digitalizzare alcune aree a discapito di altre, probabilmente a causa di una scarsa conoscenza di certi ambiti. Le aree più digitalizzate sono quelle legate al marketing, in particolare la ricerca di nuovi clienti, per la quale il web è molto sfruttato. Un’area invece poco battuta dalle imprese è quella che riguarda molti processi interni alle aziende che, se innovati, possono rappresentare un grande passo avanti per le imprese. Si tratta di tutte quelle aree che migliorano e automatizzano i processi interni e di gestione aziendale che nel lungo periodo possono recare un reale miglioramento nella vita delle imprese e rendere concreta la loro digitalizzazione.

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